Natural medicine in epidemic The article Phytotherapic…

Natural medicine in epidemic.

The article “Phytotherapic compounds againstcoronavirus: possible streams for future research” by Michele Antonelli et al ( Phytotherapy doi:10.1002/ptr.6712) raises a topic of extraordinary importance for western medicine, in a pandemic period, where many elements of reality are affected by wide uncertainty, and in particular when:
1) the nosological characteristics of coronavirus disease remains uncertain ;
2) and is not available a therapy to reduce the symptomatology and/or to interrupt the evolution of the disease.
Waiting for a greater clarification of the nosologic framework by the WHO, it could be important to purpose a treatment of the positive tested subjects (from whom 80% are asymptomatic and 15% affected by a general symptomatology like cough and fever).
So, which therapy can be considered more effective and less loaded with side effects?
I want to reinforce the message of the Authors, remembering that high-profile research based on randomized trials has in the past highlighted the clinical benefits of traditional Chinese medicine, both in the improvement of symptoms and in the shortening of the course of the SARS.
In particular, during the SARS epidemic, a controlled study conducted in Hong Kong on 1063 hospital workers treated with herbal formulas vs 15,374 untreated hospital workers, produced excellent results: no worker in the first group contracted SARS against n.64 affected by SARS in the second group (P = 0.035; Lau J et al. J. Alternat. Complement. Med. 2005; 11: 49-55).
Starting from these premises, I believe it is possible to prepare, in the shelter of the oldest natural medical tradition that has survived over time, a strategy of prevention (in the asymptomatic phase) and treatment (in the initial phase of the symptomatology) to contrast, in a natural and personalized way, with little risk of side effects, the evolution of coronavirus disease.
This strategy, in the hands of expert doctors, could be adapted to individual patients, in consideration of pre-existing pathologies, choosing from the plants that have proven to be most effective (Luo Hui, 2020).
I believe that, in the convergence of the oldest knowledge and the most recent scientific evidence, the best answer to this subtle epidemic can be identified and to be proved.

“Lo spaziotempo animato che chiamiamo Vita intercorrente tra…

“Lo spaziotempo animato, che chiamiamo Vita, intercorrente tra la singolarità del concepimento e la singolarità della morte, equivale all’ infinito racchiuso in un’infinitesima particella di tempo.”

Un autentico mistero.

Equazione della Vita

Infinito spazio racchiuso in un grano di tempo…

che sta succedendo?

Infinito spazio racchiuso in un grano di tempo: questo è la Vita.

Cos’è la Vita di un uomo, se te ne curi?

Spaziotempo animato, intercorrente tra la singolarità della nascita e la singolarità della morte.

Per meglio dire:
“Lo spaziotempo animato che chiamiamo Vita, che intercorre tra la singolarità della nascita e la singolarità della morte, equivale all’ Infinito racchiuso in un’infinitesima particella di tempo.”

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Ricordate il Giuramento di Ippocrate?

Ricordate il Giuramento di Ippocrate?

Lanfranco Rossi ( in “I padri dell’esicasmo”) ci ricorda che é dalla scuola Pitagorica che emerge il Giuramento di Ippocrate. Spinsanti S. (in “La normativa etica” ) sottolinea che esso “è uno dei documenti che costituiscono il nucleo essenziale del patrimonio spirituale dell’Occidente”. Con il giuramento di Ippocrate nasce la figura del medico filantropo, l’arte della medicina diviene inseparabile dalla moralità.

Da quel pizzico che so, non é saggio avventurarsi, privi di prudenza, verso l’ignoto, senza rischiare di pagare pegno. Trovo frettoloso, privo di autentico discernimento, dunque imprudente, dare il via ad innovazioni delle quali non si é sufficientemente valutata la portata, l’efficacia e soprattutto l’impatto sul bene comune. Nell’ambito della salute ricordo che il bene comune é “la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, nel rispetto della dignità e libertà della persona”; questo afferma il moderno giuramento di Ippocrate, al rispetto del quale tutti i medici d’Italia sono tenuti. Già il lockdown non é stato in grado nè di difendere la vita, nè di tutelare la salute e neppure di garantire il rispetto della dignità e della libertà dell’individuo. Si vuole ora persistere nell’errore e finanche aggravarlo? In tal caso si incorrerebbe in manifesta colpa grave, per imprudenza ed imperizia continuata.

Prima di calpestare i diritti fondamentali dell’uomo, ed in particolare la libertà dell’individuo e la dignità della persona, farei saggio uso della ragione. Fin qui abbiamo assistito da parte del Comitato Tecnico Scientifico ad errori ed a scelte imprudenti e dannose di vario genere, dovute a scarsa capacità di dis-cernere quanto veniva emergendo nel nostro Paese (in presenza di un dichiarato stato internazionale di emergenza sanitaria), sopravvalutando i rischi effettivi per la salute da coronavirus e determinando imprudentemente la decretazione, a tambur battente, di misure pesanti per l’economia e restrittive della libertà degli individui.

Oggi, il nuovo mantra é tracciare, testare e trattare. Se questo può andar bene per una popolazione virale, non lo é, nella maniera più assoluta, per una popolazione umana, perchè si tratterebbe di una pratica (innovativa) contraria ai diritti umani, e peraltro del tutto inefficace ai fini dell’impedimento della manifestazione di eventuali sintomi, restando l’efficacia contenuta nel campo dell’infettività, non della reale patogenicità del virus (che a tutt’oggi sembra, da quanto fin qui emerso in ambito scientifico, poco letale). Men che mai garantirebbe cure valide e sicure.

Unica cosa meritevole da farsi, ritengo, è diagnosticare la malattia (sulla base del suo quadro nosologico, che, ahimè, continua ad essere del tutto indefinito) e prendersi amorevolmente cura dei malati, in scienza e coscienza, nel rispetto del giuramento di Ippocrate, antico e moderno. Consiglio in proposito ad ogni Medico di rileggere la versione del 13 giugno 2014.

Nessun medico, mi auguro, vorrà calpestarlo, disonorandosi. Nessuna denuncia dei malati dunque. Nessuno spazio per qualsivoglia App Immuni o similare, dunque, é possibile, finchè l’Arte Medica vive e la Costituzione vige. Restiamo umani.